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Briciole di pane

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Articoli, news e approfondimenti sul mondo dei tessuti e del packaging.

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In evidenza

gadget plastic free
07/03/2020

Quali gadget plastic free scegliere per il tuo evento aziendale

7 gadget plastic free per il tuo evento aziendale La sostenibilità è un valore sempre più condiviso dalle aziende, anche sulla spinta della crescente preoccupazione per la crisi ambientale che stiamo vivendo. Un valore che per molte è diventata una missione e che, a poco a poco, sta rivoluzionando tante piccole abitudini: dalla raccolta differenziata negli uffici al car sharing, dall’adozione di frutteti ai progetti plastic free. Le aziende stanno puntando sul green, anche nella scelta dei gadget da presentare a chi partecipa ai loro eventi, rigorosamente senza plastica.  Plastica: versatile, comoda ma poco sostenibile La plastica è sicuramente un materiale che garantisce prestazioni ottime e a costo basso. Facile da riporre e da pulire, si è diffusa in ogni settore e situazione. L’uso di plastica monouso, in particolare, è ormai pervasivo, ma la scoperta di microplastiche nel mare e i danni che causano all’ambiente stanno imponendo una nuova riflessione sull’uso di questo materiale. Anche il Ministero dell’Ambiente, per dare il buon esempio, sta rendendo i suoi uffici plastic free, stabilendo degli obiettivi che tutte le aziende possono fare propri: Eliminare gli oggetti di plastica, invitando i dipendenti a usare tazze o borracce portate da casa Tenere sempre a mente la regola delle 4 R: riduci, riutilizza, ricicla, recupera Evitare di utilizzare plastica monouso per gli eventi aziendali Borracce termiche brandizzate Una delle scelte più gettonate è la borraccia termica brandizzata con il logo dell’azienda, in acciaio inossidabile, riutilizzabile per molto tempo. È un prodotto molto di moda, soprattutto in questo periodo di transizione dalla plastica ad altri materiali più ecologici. Le borracce sono disponibili in tante forme e colori e il design può adattarsi a qualsiasi stile, ma consegnarle così come sono potrebbe essere un po’ scomodo per chi partecipa all’evento. Perché non distribuirle all’interno di in un sacchetto portabottiglie in juta ? Per i tuoi ospiti sarà più comodo portarle sempre con loro e tu farai loro un doppio regalo: la borraccia ed un sacchetto naturale al 100%, che potranno riutilizzare anche a casa. 2. Sacchetti di juta personalizzati con un piccolo campione di prodotto Un’altra idea plastic free è il campione di prodotto all’interno di una confezione in materiali ecologici. Potrebbe essere una scelta interessante soprattutto per le aziende di cosmesi, per chi realizza profumazioni e gioielli. Ecologici e prodotti in tutte le dimensioni, sono personalizzabili nelle dimensioni e nei materiali. I sacchetti in juta naturale personalizzati, per esempio, sono un’alternativa ecosostenibile al classico sacchettino di plastica. 3. Alimenti in barattolo o bottiglia di vetro: olio, vino, confetture, spezie Il barattolo o la bottiglia in vetro con confetture, oli, vini e liquori è un’idea sempre carina, anche per chi non lavora nel settore alimentare. L’importante è che il gadget che regalerai sia in linea con il concept dell’evento. In questo caso, abbinare al prodotto anche una confezione eco-friendly, personalizzata con il logo ed un messaggio, aiuterà a contestualizzare con più efficacia la tua scelta. Potresti anche allestire un angolo assaggi, con posate compost e cestini portapane in cotone naturale ecologico. I tuoi ospiti apprezzeranno sicuramente. 4. Una penna in paglia di grano Da sempre la penna è il gadget preferito dalle aziende. Di uso pratico e dal costo contenuto, la penna tradizionale però è per lo più composta da plastica. Perciò scegliere di usare una penna di un materiale ecologico è un ottimo modo per comunicare i valori della sostenibilità, restando sul classico. I materiali alternativi tra cui scegliere sono tanti, ma la penna in paglia di grano le supera tutte, perché ha forme e colori eleganti, che catturano la vista e sono piacevoli al tatto. Un gadget che piacerà sicuramente al tuo pubblico. 5. Borse e shopper in tessuto con il tuo logo, dove lasciare brochure e taccuini Usare una borsa di tessuto come gadget è una scelta molto pratica perché può essere riutilizzata in tante situazioni. Il giorno dell’evento puoi riempirla con brochure, materiali informativi ed un taccuino che i partecipanti porteranno a casa con loro. Poi, una volta svuotata, la borsa in tessuto diventa utilissima in molte occasioni: un sacchetto milleusi per i piccoli acquisti di tutti i giorni, come borsa per il pranzo o per i cambi d’abito. Le idee sono molte. Potresti anche realizzare un piccolo flyer dove raccogliere alcuni spunti per riutilizzarla. Per le aziende del lusso e del settore moda, invece, la borsa in tessuto - raso, cotone, feltro - può diventare quell’elemento iconico che a prima vista dichiara i valori ed il posizionamento del brand, soprattutto se attento alla sostenibilità. 6. Set cancelleria in cartone Se scegliere una penna come gadget non ti basta, potresti pensare all’intero kit di cancelleria, molto utile ed elegante e disponibile in vari colori, perfetto per gli eventi riservati a pochi ospiti, da regalare in una shopper di cotone 100% ecologica. 7. T-shirt in cotone organico La maggior parte dei vestiti che utilizziamo contengono plastica ed altri materiali inquinanti. Distribuire ad un evento una t-shirt in cotone organico personalizzata con il logo dell’azienda è un’idea creativa che ti aiuterà a distinguerti per la particolare attenzione all'ambiente. Scegliere il gadget giusto per gli eventi aziendali L'attenzione per l’ambiente è un valore che molte aziende condividono ed è durante le fiere o gli eventi aziendali che si può dimostrare un impegno concreto, evitando la plastica monouso e preferendo gadget plastic free. Un gadget con una confezione ecologica, in linea con lo stile dell’azienda, pratico e curato, difficilmente verrà gettato via a fine evento. Sarà un biglietto da visita per la tua azienda ed un ricordo che i tuoi ospiti potranno conservare per molto tempo.
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Sacchetti riutilizzabili vasetti e tazze di vetro per ridurre la plastica
08/03/2020

Come aumentare il valore percepito del prodotto scegliendo l’imballaggio giusto

Un buon packaging può aumentare il valore percepito del prodotto? Sì e può fare anche di più. Può comunicare in un istante i valori del tuo brand, non solo con i colori e le immagini, ma anche con i materiali scelti per confezionarlo. Il valore percepito è la somma di scelte strategiche, di marketing e di comunicazione. Tutto serve a definirlo: dall’esperienza d’acquisto in negozio o online all’uso del prodotto, dal post sui Social all’imballaggio che custodisce i tuoi articoli. Preferire un packaging ecologico, come un sacchetto di tessuto in cotone, ad un imballaggio in plastica, può fare una grande differenza se i clienti a cui ti rivolgi sono attenti alla sostenibilità. Il packaging comunica i tuoi valori L’imballaggio è parte del prodotto. È la prima cosa che i clienti vedono quando comprano da te. Se è vero che la prima impressione è quella che conta, scegliere una confezione che comunica è il primo passo per aumentare il valore percepito dei tuoi prodotti ed è essenziale per la tua strategia di Branding. Il mercato è saturo, i consumatori sono sempre più informati e attenti al valore del singolo acquisto. Se si rispecchiano nel brand - se il prodotto che stanno acquistando non è solo un prodotto ma tocca i loro bisogni profondi: appartenenza, sicurezza, autorealizzazione - sono anche disposti a pagarlo di più e a consigliarlo ad altri. Quindi, ogni aspetto del prodotto conta. C’è la funzionalità: il prodotto risponde ai bisogni dei tuoi clienti e deve essere all’altezza delle loro aspettative. C’è l’emozionalità: chi compra, lo fa perché crede che quell’articolo migliorerà la sua vita. Infine, c’è l’impatto sociale e ambientale. L’impatto di un prodotto sull’ambiente e sulla società è un aspetto che non può essere più trascurato. Le persone sanno che le loro scelte di consumo influenzano le decisioni dei brand e sono molti oggi a chiedere alle aziende un impegno concreto. Non a caso, i prodotti bio, plastic free e cruelty free stanno riscuotendo un successo trasversale fra i consumatori. Per questo molti brand, grandi e piccoli, stanno puntando sul packaging di tessuto o realizzato con altri materiali ecologici.     A ogni settore il suo imballaggio Il valore percepito dell’imballaggio è un elemento essenziale nell’esperienza di acquisto. Da sempre un prodotto con un packaging resistente, un design accattivante e realizzato con materiali di qualità viene preferito agli altri, ma non esiste un imballaggio perfetto per ogni occasione. Ogni settore ha le sue specificità e ogni azienda il suo stile. Un’azienda di cosmetici, per esempio, deve rispettare rigorosi standard qualitativi, quindi deve optare per imballaggi resistenti, capaci di preservare le proprietà dei suoi prodotti a lungo. Plastica e carta sono tra i materiali più diffusi, ma se il brand ha fatto dell'ecosostenibilità una delle sue bandiere, potrebbe preferire materiali alternativi e realizzare sacchetti e pochette per cosmesi e beauty senza plastica, come sacchetti in raso o le pochette in cotone e altri materiali naturali come la juta e il lino. Un’azienda di moda, invece, ha bisogno di packaging eleganti e confezionati con materiali di alta qualità, per non danneggiare abiti e accessori. Raso, velluto, cotone, e feltro sono tessuti molto usati nel settore, soprattutto come base per realizzare sacchetti per gioielleria e sacchetti per moda. Nel settore alimentare, invece, l’imballaggio deve essere realizzato con materiali atossici ma, allo stesso tempo, aiutare il brand a distinguere i suoi prodotti dagli altri esposti sullo stesso scaffale del negozio o del supermercato. Ancora una volta la scelta dei colori, della forma e del materiale è fondamentale. Il miglior imballaggio dovrebbe essere resistente e sostenibile Canapa, juta, lino, canvas, bamboo, cotone sono tutti materiali che possono essere usati per sostituire la plastica, perché sono altrettanto resistenti e versatili. Scegliere materiali alternativi alla plastica non significa compromettere la qualità del prodotto, o avere meno scelta nella personalizzazione. Anzi, l'industria del packaging sta investendo sempre di più nell’imballaggio ecologico, una scelta confermata dai consumatori, come dimostra anche l’indagine di mercato condotta dal Boston Consulting Group per Exal sulla “Quantificazione dell'impatto della sostenibilità sulle decisioni di acquisto di beni di consumo”. Secondo lo studio, infatti, circa il 47% degli intervistati è disposto a pagare almeno il 5% in più per imballaggi ecologici.
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Uomo dirige azienda con approccio green
08/03/2020

Come rendere la tua azienda più sostenibile per salvare l’ambiente

Cosa puoi fare in azienda per salvare l'ambiente? Sempre più aziende sviluppano modelli di business green per rendere il proprio brand più sostenibile. Assumersi degli impegni per la salvaguardia dell’ambiente è alla base di ogni buona strategia di Responsabilità Sociale d’Impresa. Inoltre, adottare soluzioni che puntino all’utilizzo di energie rinnovabili, di materiali e tessuti bio-ecologici, alla riduzione di consumi e sprechi all’interno degli spazi di lavoro per aiutare concretamente l’ambiente, aiuta a migliorare la percezione che i potenziali clienti hanno dell’azienda e ad attrarre chi è più sensibile al tema della sostenibilità. Una scelta che può aiutarti a differenziarti dalla concorrenza. Da dove iniziare? Innanzitutto, fare della tua azienda un esempio di sostenibilità non è possibile senza il coinvolgimento e la partecipazione attiva di tutte le persone che ci lavorano. Perché la sostenibilità aziendale si raggiunge non solo rendendo più sostenibili le operazioni di produzione, ma anche con le buone pratiche. In passato molte aziende si limitavano ad informare - attraverso seminari e incontri - su temi complessi quali la sostenibilità, i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili e la raccolta differenziata. Ma oggi questo non basta più. Essere sostenibili vuol dire adottare, come singoli, stili di vita più etici e rispettosi dell’ambiente, e come azienda, portare queste abitudini nel lavoro di tutti i giorni, coinvolgendo ogni aspetto della tua attività. Vuoi sapere come rendere la tua azienda più sostenibile? Qui ti diamo 4 consigli che puoi mettere in pratica. Cambiare le abitudini in ufficio Può sembrare banale, eppure in ufficio sono tanti i comportamenti scorretti che, modificati, possono portare benefici all’ambiente e risparmi per l’azienda. Ufficio paperless I computer sono indispensabili per i lavori d’ufficio, perché quasi tutte le operazioni oggi sono automatizzate. Per questo molte aziende hanno adottato un approccio paperless, cioè riducono il più possibile l’uso della carta sfruttando al massimo i dispositivi digitali come computer, tablet e cellulari. E se non fosse possibile fare a meno della carta? Si può optare per l’acquisto di carta ecologica riciclata oppure riutilizzare vecchi fogli scritti solo su un lato. Le buone abitudini non si limitano all’ufficio, anche gli spazi comuni come la sala riunioni e il bagno possono diventare paperless. In sala riunioni potresti installare una lavagna digitale o magnetica, al posto della classica lavagna portablocco. Mentre in bagno potresti sostituire i tradizionali dispenser per la carta con degli asciugamani elettrici. Fare la raccolta differenziata Potresti prevedere all’interno degli uffici e nelle aree comuni della tua azienda dei contenitori per la raccolta differenziata, possibilmente uno per l’umido, uno per la plastica, uno per il vetro e le lattine, uno per la carta ed un piccolo contenitore per i materiali non riciclabili (indifferenziato). Inizialmente i dipendenti potrebbero accogliere la novità con qualche riserva, ma col tempo si abitueranno alla nuova routine, che porteranno con loro anche al di fuori dell’ufficio. Eliminare la plastica La plastica è un vero problema per l’ambiente. È indispensabile ridurne il più possibile l’utilizzo. I materiali alternativi sono tanti e i modi per farne a meno sono vari, per esempio potresti: eliminare la plastica monouso: via bicchieri, piatti, posate in materie plastiche incoraggiare l’uso di borracce e bicchieri di vetro usare contenitori riciclabili per il pranzo, se il tuo staff porta il cibo da casa, come borse e sacchetti in tessuto e perché no, potresti realizzare dei portapranzo in cotone o altri materiali riciclabili e personalizzati da regalare al tuo staff eliminare le bottiglie di plastica, invitando i dipendenti a utilizzare fontanelle e rubinetti Ridurre i consumi energetici in azienda Oltre alla plastica anche il consumo energetico, insieme alle emissioni di CO2, sono un danno per l’ambiente. La tua azienda può fare qualcosa per questo problema. Per diminuire il consumo energetico potresti utilizzare le luci a Led, sempre più diffuse perché hanno una durata molto più lunga rispetto alle lampadine alogene e richiedono meno energia per poter funzionare. Anche ridurre l’uso della stampante o mettere in stand by il pc quando si va in pausa pranzo può avere effetti positivi nel lungo termine, sia per la riduzione dei consumi che per i risparmi in bolletta. . Adottare soluzioni per ridurre le emissioni di CO2 Ridurre l’emissione di CO2 richiede alcuni investimenti, ma nel lungo termine i risultati positivi si possono riscontrare anche nel grado di soddisfazione di chi collabora con te, perché sapere che l’azienda di cui si fa parte è attenta all’ambiente e alla sostenibilità può aumentare la motivazione e il senso di appartenenza. Come contenere le emissioni di anidride carbonica? Le possibilità sono molte. Ecco alcuni esempi: Coibentazione degli spazi di lavoro Per ridurre l’emissione di CO2, se ancora non lo hai fatto, potresti investire nella realizzazione di un rivestimento per l’isolamento termico che limita le dispersioni di calore. In questo modo potresti mantenere una temperatura gradevole sia in inverno che in estate, riducendo l’uso del condizionatore e quindi le emissioni. Smart Working, carsharing e incentivi per chi va in bici o usa i mezzi pubblici Spesso per andare a lavoro usiamo l’auto e questo ha un impatto negativo sull’inquinamento atmosferico. Potresti dare ai tuoi dipendenti un incentivo per l’acquisto di una bici o per l’abbonamento ai mezzi pubblici, o favorire lo Smart Working. Anche lavorare a casa un giorno solo a settimana può contribuire a ridurre l’inquinamento e a ottimizzare il consumo di acqua, riscaldamento ed elettricità nella tua azienda. E poi c’è il packaging. Gli imballaggi sono un problema per l’ambiente, perché per realizzarli troppo spesso si preferisce usare la plastica, che non sempre viene riciclata e sta danneggiando gravemente l’ecosistema marino. Oggi esistono tante alternative molto più ecologiche e naturali che riducono l’impatto ambientale degli imballaggi come cotone naturale, juta, juco, canapa. Comunicare l’impegno per la sostenibilità organizzando eventi aziendali e tavole rotonde Alcune aziende mettono in pratica il loro impegno verso l’ambiente attraverso progetti ed eventi per divulgare una corretta conoscenza delle questioni ambientali, incentivare la cooperazione tra aziende e promuovere la partecipazione attiva dei dipendenti. Se hai in mente di organizzare un evento aziendale per la tua attività potresti cogliere questa occasione per dimostrare la vostra attenzione per l’ambiente. Gli eventi aziendali sono un buon biglietto da visita e parte integrante della strategia di Branding dell’azienda, che in queste occasioni può comunicare la propria mission dimostrando concretamente come organizza la sua produzione e gli uffici per ridurre l’impatto sull’ambiente.
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Chicco di caffè in sacchetto di Juta
14/03/2020

Cos’è, dove nasce e come si lavora la Juta

Juta o canapa di Calcutta: cos'è, dove nasce e come si lavora Direttamente dalle regioni tropicali dell’Asia, la juta è una delle più antiche fibre tessili della storia. Prediletta fin dall’antichità per la sua capacità di prosperare nei climi umidi dell’India, la juta era perfetta per la manifattura di cordami, per la tessitura di tipi ordinari di tela e per i sacchi di derrate alimentari coloniali come caffè e cacao. Era, e resta tutt’ora, seconda soltanto al cotone in termini di utilizzo, consumo globale, produzione e disponibilità. Il suo arrivo in Occidente non è stato immediato - parliamo del XVIII secolo circa - ma col tempo ha suscitato sempre più interesse grazie alla sua totale biodegradabilità che oggi ci regala sacchetti in tessuto di juta resistenti ed ecologici per proteggere alimenti e oggetti. Ma da dove arrivano i sacchetti di juta che usiamo così tanto? Arrivano dalla lavorazione di una fibra tessile naturale ricavata dalle piante del genere Corchorus Capsularis, appartenente alla famiglia delle Malvaceae, presente in grandi quantità nelle regioni monsoniche dell’Oriente. La crescita di questa pianta è sensibile alle precipitazioni, per questo la maggior produzione mondiale della juta avviene nell’area del fiume Gange, un luogo umido e con piogge non troppo intense né troppo scarse, condizioni perfette per far prosperare le coltivazioni. La pianta può raggiungere fino ai 4 metri di altezza e può avere varie colorazioni: dal bianco tendente al giallognolo al grigio-argento o in varie gradazioni di marrone. Si presenta in due varietà: la Corchorus olitorius dai riflessi dorati e la già citata Corchorus capsularis che presenta riflessi argentei. La storia della pianta e del suo utilizzo Rispetto ad altre fibre tessili, la juta è arrivata relativamente tardi in Europa. Ma il suo utilizzo risale ai tempi dei faraoni! In Egitto si coltivava la varietà di juta Corchorus olitorius per avere cibo nutriente dalle foglie e fibra resistente dai fusti. Un uso condiviso anche da altre popolazioni di Africa e Asia che l’apprezzavano per le stesse qualità e usavano la juta sia come cibo che sotto forma di fibra tessile. In Europa arriva solo intorno al 1700, quando gli inglesi iniziano a commerciare la fibra di juta. Nel XVIII secolo la juta era usata non solo per il settore tessile, ma anche per la pesca, l’edilizia e nell’industria delle armi. Infatti, all’inizio, la sua consistenza grezza si prestava solo per la lavorazione a mano. Questo fino a quando non si scoprì che con l’olio di balena poteva essere ammorbidita abbastanza per la lavorazione a macchina. A quel punto il commercio di juta aumentò vertiginosamente fino agli anni ‘70 del 1900, quando iniziò a vacillare a causa dell’ingresso sul mercato di nuove fibre tessili sintetiche più economiche.     E oggi? Oggi la juta non ha perso valore, anzi in un contesto di grande attenzione per le condizioni ambientali è molto apprezzata per la sostenibilità della sua coltivazione. Gli usi che se ne fanno sono tantissimi. Nei trasporti è utilizzata per gli imballaggi, soprattutto di beni agricoli, come sacchetti per caffè o sacchetti per legumi. In agricoltura si usa per contenere le radici e riparare il fusto delle piante. Ma è soprattutto nel settore tessile che è impiegata per la creazione di tanti tipi di oggetti decorativi che possono essere utilizzati e riutilizzati come, per esempio, porta vasetti di fiori, pochette in juta naturale da usare come borsa o porta documenti o ancora sacchetti portabottiglie per rendere più grazioso ed elegante un regalo. Lavorazione e lavaggio del tessuto I fusti di juta vengono prima raccolti dalla piantagione e poi sottoposti alla macerazione, per liberare dal verde le fibre: dopo l’essiccazione vengono immersi in acqua per una ventina di giorni e successivamente essiccati di nuovo. Le fibre ricavate alla fine di questo processo vengono lavate, asciugate e assemblate in balle. La parte legnosa, che rimane dopo la macerazione in acqua, si utilizza come legna da ardere. Mentre il tessuto che si ottiene, la tela di iuta, viene oggi destinato per lo più alla fabbricazione di imballaggi e sacchetti. Nonostante sia un tessuto molto resistente, bisogna essere cauti nel lavaggio, perché tende spesso a sfilacciarsi. Quindi se per esempio devi lavare un sacchetto in juta per frutta secca, un sacchetto porta vaso o altri tipi di sacchetti in juta, ti consigliamo il lavaggio a mano in acqua fredda, utilizzando detersivo per tessuti delicati ed evitare di strizzare la stoffa per non danneggiare la forma originale del prodotto. Per togliere le macchie, invece, è meglio tamponare con una spugna inumidita in acqua e ammoniaca. La juta ha spesso un odore molto caratteristico. Se non è molto forte si elimina semplicemente esponendo la tela all’aria. Altrimenti basta lasciare un po’ di bicarbonato sul tessuto per un paio di giorni e successivamente risciacquarlo. Perché preferire la juta agli altri tessuti? Se devi realizzare degli imballaggi compatti, robusti e allo stesso tempo leggeri e con spessore, la juta è indubbiamente un’ottima scelta. C’è poi l’aspetto della sostenibilità. Ogni tessuto si distingue per alcune particolarità e la juta spicca fra gli altri perché è completamente biodegradabile e riciclabile e anche la sua coltivazione è sostenibile. Queste sono tutte caratteristiche che la rendono versatile. La juta infatti è perfetta per i più svariati utilizzi e può essere riciclata in tanti modi utili a trasformarla in oggetti nuovi o in decorazioni per la casa. Come riutilizzare un tessuto in juta: spunti e idee creative Abbiamo cercato online alcuni consigli per riutilizzare la juta. Puoi metterli in pratica subito con il tessuto che hai in casa. Per esempio, se hai un vecchio sacco di juta natalizio che non utilizzi da tanto tempo, perché non trasformarlo in qualcos’altro? Se invece hai un’azienda attenta alla sostenibilità e imballi i tuoi prodotti con sacchetti in juta, potresti condividere questi suggerimenti con i tuoi clienti. Ecco alcune idee per riciclare il tuo tessuto di juta: 1. Trasformare un sacchetto per chicchi di caffè in portavasi e altri oggetti Con un sacco di juta potresti creare un portavasi per piccole piante. Sul mercato trovi tanti tipi di sacchetti porta vaso in juta perfettamente cuciti e confezionati, ma se hai un po’ di juta che ti avanza e ti appassiona il fai da te, puoi tagliare un pezzo di tessuto e avvolgerlo intorno al vasetto, legandolo con un nastro colorato o bianco per tenerlo fermo. Oppure perché non creare dei graziosi portaposate da usare per cene speciali? Basta ritagliare due rettangoli di dimensioni diverse dal sacco da riciclare, mettere il rettangolo di stoffa più piccolo su quello più grande e cucire su tre lati. Lasciando un lato aperto si creerà una tasca in cui inserire le posate. Cucendo un merletto tutto intorno puoi rendere il tutto più elegante. Un’altra idea simpatica, in vista del Natale, crea delle piccole decorazioni natalizie, come queste :    2. Trasformare un sacchetto in juta stampato in un cuscino e altre idee Se il sacco che hai a disposizione è stampato, allora il modo migliore per riciclarlo è trasformarlo in un cuscino. Basta semplicemente riempire il sacco con vestiti, vecchi asciugamani che non usi più o con della lana e poi cucire i bordi per bene. Il risultato è un complemento d’arredo originale. Ma esistono molti altri modi per riciclare vecchi sacchi di juta. Perché non creare un bel portachiavi? Basta tagliare la parte stampata del sacco, inserire del cotone, applicare un gancio e ricucire, Oppure puoi optare per un’idea semplicissima, ma sempre apprezzata: taglia la juta in più in tanti quadratini e usala per coprire il coperchio dei vasetti che hai in casa, come nell’immagine qui sotto. IMMAGINE Curiosità Il termine “Juta” non è l’unico modo con cui possiamo indicare questo tipo di tessuto. È anche conosciuta come Corcoro (da Corchorus Capsularis) e come Canapa di Calcutta, per la somiglianza e la parentela lontana che ha con la canapa. Nella lingua italiana è considerato corretto scrivere sia “iuta” che “juta”.
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07/03/2020

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