Gros-grain: cos'è, dove nasce e come si lavora

gros grain tessuto

Il gros-grain è un tessuto che prende il suo nome dal francese e che significa grana grossa.
Da molti secoli il gros-grain, particolare per il suo aspetto e per la modalità di lavorazione, trova impiego come rinforzo e decorazione dei capi di abbigliamento per donar loro maggior raffinatezza ed eleganza.

Prodotto in nastro, in varie altezze, serve in sartoria per le finiture di rinforzo e guarnizione. Se realizzato in pezza è adatto all’abbigliamento femminile, si utilizza per abiti, gonne, giacche o per confezionare fiocchi.

La storia del gros-grain e del suo utilizzo

Prima dell’introduzione delle fibre sintetiche in campo tessile, il gros-grain veniva realizzato principalmente in seta o rayon (una fibra tessile semi-artificiale che si ottiene dalla cellulosa tramite processi chimici). Durante tutto il XVII secolo, il tessuto gros-grain è stato utilizzato quasi esclusivamente nel campo dell’abbigliamento, come alternativa più economica alla seta o alla lana, per gilet, giacche, sottovesti, faggi, manicotti, giubbotti e molti altri articoli di abbigliamento.
Nel IX secolo anche le fabbriche americane hanno iniziato a produrre la seta gros-grain.
Nel corso degli anni ‘20 del ‘900 il tessuto inizia ad essere impiegato non tanto più nell’abbigliamento, ma come nastro decorativo per accessori e vestiti, ampliando la disponibilità di colori e modelli stampati.
Le prime cinture di sicurezza di uso militare, durante la seconda guerra mondiale, erano fatte proprio in gros-grain di canapa, iuta e lino.

Lavorazione del gros-grain

Il gros-grain è un tessuto in tinta unita con dominazione d'ordito che si ottiene con un’armatura a tela. I fili di ordito, in materiale lucido e ben ritorti, sono molto più sottili rispetto a quelli della trama. Inizialmente il gros-grain veniva realizzato solo con filati sottili in seta e rayon. In seguito sono stati introdotte nella lavorazione anche altre fibre sintetiche per l'ordito, che danno maggior morbidezza e lucidità, e in cotone per la trama. Il tessuto può anche essere tinto.

Il risultato è un tessuto compatto e rigido dove l'ordito copre completamente la trama, dando al gros-grain l’aspetto caratteristico, con sottili rigature orizzontali in rilievo di aspetto lucido e fine, identiche sul diritto e sul rovescio.

Gli usi del gros-grain

La caratteristica peculiare del tessuto gros-grain è la rigidezza, per questo motivo trova largo impiego per il rinforzo della finitura in punti dove i capi di abbigliamento sono più esposti a sforzi nell’utilizzo, come orli, cinturini e tasche. Viene usato anche per la realizzazione di accessori quali borse, portafogli, cappelli e nel settore del packaging di tessuto sia come accessorio decorativo che come nastro di chiusura, come questo sacchetto in cotone bianco ottico.

L’utilizzo del gros-grain è molto popolare negli abiti da sera, nei rivestimenti dei risvolti della maggior parte dei cappotti, anche nella fascia dello smoking o per i papillon. Viene utilizzato anche nell’artigianato per la rilegatura e il restauro di libri.

L’impiego del tessuto cambia anche in base alla fibra con cui è lavorato:

  • Il grosgrain in nylon è spesso usato come cinghia per bagagli, pacchi, borse a tracolla.
  • Il grosgrain in raso è quello maggiormente utilizzato per una questione di praticità: non si consuma facilmente come quello in seta o satinato, dove i fili si impigliano, sfilacciano o strappano facilmente.
  • Il grosgrain di cotone o in fibre sintetiche più economiche, come il poliestere, è molto comune per i nastri sui regali o per decorare e ornare album e cartoline.

Curiosità

Nel film Via col vento, noto per i costumi storicamente accurati, si può vedere in alcuni abiti l’orlo redingote in gros-grain.
Anche l’abito nero di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany è in gros-grain.